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Guidare in due sulla moto: tutte le regole per viaggiare in sicurezza

Viaggiare in due in moto può essere un’esperienza memorabile, ma richiede attenzione, preparazione e consapevolezza delle differenze rispetto alla guida in solitaria. Il comportamento dinamico del mezzo cambia radicalmente quando si è in coppia: aumentano i pesi, si allungano i tempi di reazione e servono piccoli accorgimenti tecnici e comportamentali per garantire sicurezza e comfort.

Modificare la guida quando si viaggia in due

Con il passeggero a bordo, le distanze di sicurezza vanno aumentate, così come gli spazi di frenata. Le curve richiedono più attenzione sia in ingresso che in uscita, e il pilota deve essere pronto a gestire un baricentro più alto e un comportamento meno agile del mezzo. Il passeggero deve salire in sella solo dopo aver ricevuto l’ok dal pilota, appoggiando un piede sulla pedana e afferrando il conducente per le spalle. In marcia, può tenersi ai fianchi del pilota, alle maniglie laterali oppure – se necessario – appoggiare le mani sul serbatoio, ma mai sulle spalle, per evitare squilibri. Importante è seguire i movimenti del pilota, restando compatti nelle curve e usando solo la parte anteriore del piede sulle pedane per contribuire al controllo del mezzo.A pieno carico, la pressione degli pneumatici va adeguata: va controllata almeno ogni due settimane e modificata in base alla configurazione (solo pilota, con passeggero o con bagagli). Anche le sospensioni vanno adattate: il precarico della molla posteriore deve essere aumentato e, se disponibile, anche la forcella anteriore va irrigidita. Le moderne moto dotate di sospensioni elettroniche permettono di regolare facilmente il tutto tramite il manubrio, mentre quelle più evolute lo fanno automaticamente grazie a sensori integrati. Viaggiando in coppia, l’impianto frenante è molto più sollecitato: controllare lo stato delle pastiglie prima e dopo il viaggio è indispensabile. Il liquido freni andrebbe sostituito ogni due anni. Per quanto riguarda i bagagli: gli oggetti più pesanti devono stare sul fondo delle valigieevitare carichi pesanti sul portapacchi posteriore per non sbilanciare la moto; distribuire il peso in modo simmetrico tra le borse laterali e le borse da serbatoio devono essere leggere e non ostruire la visuale del cruscotto.

Elettronica al servizio della sicurezza

Le innovazioni elettroniche hanno semplificato notevolmente la preparazione della moto: le sospensioni elettroniche regolabili e i sistemi di autotaratura intelligenti permettono di adattare la ciclistica in tempo reale alle condizioni di carico e alla tipologia di strada, migliorando comfort e stabilità.

Fonte Notizia info motori .it

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Modern Classic 350: la comparativa!

Quattro moto e quattro modi di rispondere alla stessa voglia, quella di una motocicletta classica nelle forme e nei contenuti, accessibile nei costi e nella guida e bella da guardare e riguardare con soddisfazione. India e Giappone a confronto, perché la Cina è al momento ancora non si occupa dell’heritage, ma con approcci diversi anche nella stessa nazione d’origine. Nella video comparativa che vedete qui sotto le abbiamo affiancate, provate, discusse, e alla fine ognuno dei nostri tester ha fatto la sua scelta. Ah, e ovviamente abbiamo scelto quattro tester molto diversi tra loro per avere varietà d’opinione. Senza spoilerare troppo, diciamo solo che non hanno scelto tutti la stessa.Le monocilindriche classiche entry-level – o meglio in questo caso “modern classic” vista la commistione di richiami a varie epoche con elementi di modernità – sono uno dei segmenti del mercato che ha visto una crescita costante nell’ultimo decennio. Queste moto che potremmo sintetizzare come economiche ma belle hanno intercettato un vuoto di offerta. La domanda è abbastanza trasversale: c’è chi inizia e cerca una moto che non spaventi, ma che non sia nemmeno banale nell’aspetto, che non sembri insomma una scelta di ripego ma di stile. E che ovviamente non costi una fortuna da acquistare e mantenere. Ma ci sono anche chi torna dopo anni di pausa e chi vuole una seconda moto pratica da città. Entrambi cercano qualcosa di maneggevole, di intuitivo, e che abbia un’estetica che parli di motociclismo vero rinunciando volentieri all’ansia da prestazione di una perfomante naked moderne.

BSA, Honda, Kawasaki e Royal Enfield non sono le uniche a giocare in questo campo anche se, va detto, quest’ultima deve il suo successo proprio a questa cubatura in particolare sulla quale ha costruito metà della propria gamma. Ma queste quattro sono, ognuna a modo suo, le interpreti più coerenti del concetto di modern classic nel suo formato più accessibile, quello al di sotto dei 350 cc. Dietro ognuna c’è un’identità precisa, una storia e un progetto tecnico che funziona. Quattro modi diversi di fare la stessa cosa, con risultati sorprendentemente differenti.

Fonte notizia Moto.it