Il Motoclub 12 MilaGiri di Galatina sta lavorando ad un evento speciale dedicato al Pasticciotto, il gusto della tradizione incontra la passione su due ruote.

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Quattro moto e quattro modi di rispondere alla stessa voglia, quella di una motocicletta classica nelle forme e nei contenuti, accessibile nei costi e nella guida e bella da guardare e riguardare con soddisfazione. India e Giappone a confronto, perché la Cina è al momento ancora non si occupa dell’heritage, ma con approcci diversi anche nella stessa nazione d’origine. Nella video comparativa che vedete qui sotto le abbiamo affiancate, provate, discusse, e alla fine ognuno dei nostri tester ha fatto la sua scelta. Ah, e ovviamente abbiamo scelto quattro tester molto diversi tra loro per avere varietà d’opinione. Senza spoilerare troppo, diciamo solo che non hanno scelto tutti la stessa.Le monocilindriche classiche entry-level – o meglio in questo caso “modern classic” vista la commistione di richiami a varie epoche con elementi di modernità – sono uno dei segmenti del mercato che ha visto una crescita costante nell’ultimo decennio. Queste moto che potremmo sintetizzare come economiche ma belle hanno intercettato un vuoto di offerta. La domanda è abbastanza trasversale: c’è chi inizia e cerca una moto che non spaventi, ma che non sia nemmeno banale nell’aspetto, che non sembri insomma una scelta di ripego ma di stile. E che ovviamente non costi una fortuna da acquistare e mantenere. Ma ci sono anche chi torna dopo anni di pausa e chi vuole una seconda moto pratica da città. Entrambi cercano qualcosa di maneggevole, di intuitivo, e che abbia un’estetica che parli di motociclismo vero rinunciando volentieri all’ansia da prestazione di una perfomante naked moderne.
BSA, Honda, Kawasaki e Royal Enfield non sono le uniche a giocare in questo campo anche se, va detto, quest’ultima deve il suo successo proprio a questa cubatura in particolare sulla quale ha costruito metà della propria gamma. Ma queste quattro sono, ognuna a modo suo, le interpreti più coerenti del concetto di modern classic nel suo formato più accessibile, quello al di sotto dei 350 cc. Dietro ognuna c’è un’identità precisa, una storia e un progetto tecnico che funziona. Quattro modi diversi di fare la stessa cosa, con risultati sorprendentemente differenti.
Fonte notizia Moto.it

Nell’arco di pochi anni la Casa di Milwaukee ha cambiato rotta tre volte, ciascuna con un CEO diverso e una visione radicalmente opposta alla precedente. Matt Levatich aveva puntato sull’espansione: adventure bike, streetfighter, elettrico, persino sportive all’orizzonte. Risultato: la Pan America e la piattaforma Revolution Max a liquido, poi largamente ridimensionata dal successore: vi ricordate la Bronx? Ecco. Jochen Zeitz aveva infatti invertito la rotta, tornando al cruiser classico e alla fascia alta del mercato per massimizzare i margini per moto. Ora tocca ad Artie Starrs, che ha annunciato il piano “Back to the Bricks”, una terza via che sembra far tesoro delle due precedenti: stessa anima tradizionale di Zeitz, ma occhio puntato verso il basso, sui clienti che vorrebbero una Harley ma che oggi non se la possono permettere. Fonte notizia Moto.it